venerdì 18 marzo 2016

Altalene



"Ciao piccolina,

stavo ascoltando la musica quando, all'improvviso, è iniziata quella canzone e mi sei venuta in mente.
Non va', lo so che dovrei esser io quella che ti tira su di morale, quella che rassicura, quella che ha sempre una parola di supporto, un'altra prospettiva per affrontare questa o quella situazione nel modo meno cupo, ma oggi no, so che tu se lì e sei, forse, da sola e nella nostra reciproca solitudine ci sosteniamo, ma oggi no.
Perdonami ma oggi non ci riesco.
Spero, perché ho visto che laggiù te la stai cavando, che le cose iniziano a girare, e so che tu affronterai ogni sfida con coraggio, e spero che questo mio momento non ti privi di un sostegno.
Oggi sono scappata! 
Ero tra le mura opprimenti di una realtà che mi pesava e ho sentito la necessità di scappare. Di uscire e perdermi in questa città. 
Ho messo gli auricolari e la musica è iniziata e con lei i miei passi. 
Senza méta, senza ragione, solo con il desiderio di andare.
È stato proprio mentre giravo quell'angolo che è iniziata la canzone e ti ho pensato. 
Mi fa bene, sai, pensarti perché sei, come altre persone che mi sono care, una parte di me e solo pensarti mi fa stare meglio. 
Mentre camminavo mi sono imbattuta in quel parchetto, quella piccola oasi che resiste al continuo reinventarsi di questa città, c'era quell'altalena - che lo sai il fascino che hanno sempre esercitato su di me le altalene, quella sensazione di esser di nuovo piccoli, con la testa sgombra dai brutti pensieri, con la certezza di poter toccare il cielo, se solo riesco a dondolare abbastanza in alto - e mi son fermata.

La sensazione che provo non riesco a descrivertela, assomiglia tanto a quel magone di una cotta non corrisposta; quel desiderio di fare, dire, osare e quella frustrante consapevolezza di non potere.
Nel corso degli anni ho capito cosa mi fa stare più male di ogni altra cosa, più del sentirsi soli, più di sapere che non c'è nessun abbraccio rassicurante, è la sensazione di impotenza per quelle cose che non puoi cambiare perché non dipendono solo da te.

Non temere, piccolina, domani sarò di nuovo io, sorriderò alla bella giornata di sole e riprenderò il tran-tran quotidiano ma oggi... oggi no, oggi sento solo la necessità di perdermi."

mercoledì 2 marzo 2016

Testa o croce?!


Ci avete mai provato a lanciare una monetina per decidere? Io no!
Non l'ho mai fatto perchè ho sempre pensato che le mie decisioni, giuste o sbagliate, fossero solo mie! Perché sono dannatamente brava a dare la colpa agli altri già quando ne hanno solo per metà, non posso ne voglio ridurmi a incolpare una "moneta".
Poi, un giorno, ho letto questa frase: 

"Quando sei davanti a due decisioni, lancia in aria una moneta. Non perchè farà la scelta giusta al posto tuo, ma perchè, nell'esatto momento in cui essa è in aria, saprai improvvisamente in cosa stai sperando di più."

Di Bob Marley, mi dice una ricerca sul web, comunque mi sono fermata a pensare...
Più del solito, ok! lol

Molte volte la cosa peggiore di una decisione non sono i contro, non il "vuoto" che c'è al di là del salto, non la paura di saltare, ma il terrore che quella non è la cosa che davvero vuoi! 
Chè più difficile di ogni cosa al mondo è capire cosa il nostro animo desidera!
Ho provato a lanciare una moneta, in questi giorni, per un paio di cose che "stuzzicavano" la mia mente e ho sorriso, mi è venuto da ridere per il risultato.
Perchè?!?

Perché la risposta della moneta non mi ha deluso!
Ora, provate voi!