domenica 13 ottobre 2013

" Grande Inverno " - in spiaggia -


Datata estate '13 ecco la grande opera d'arte fatta in spiagga!
Siori e Siore, la carpentieri infreddoliti &Co., ha il piacere di presentarvi - rullo di tamburi- :


Grande Inverno + Barriera!

*Versione abbellita, così com'è apparsa agli occhi dei " costruttori " *

Versione real

più in prospettiva

Particolare della barriera.

Altro particolare.

Questo è ciò che accade quando un manipolo di Nerd si mette a giocare con secchiello e paletta in spiaggia (a dirla tutta c'eravamo portati anche gli attrezzi da giardinaggio :3 )
Per il racconto e tutto il resto vi rimando alle prossime puntate, per ora godetevi i risultati finali!
Non pubblico il Work in progress perchè non ho le autorizzazioni a postare foto dei membri in costume (e me , in costume, un me se po vedè =_=) :P

venerdì 4 ottobre 2013

Meno peggio...



Il sole all'improvviso; un cucciolo che ti annusa e si lascia  accarezzare; la tua canzone preferita nel lettore; il sorriso di uno  sconosciuto; un messaggio da qualcuno che non senti da tempo; posto in  metro; le coincidenze precise sui mezzi di trasporto; un gesto  cortese; una bella frase nel libro che stai leggendo; l'odore di  temporale o di neve nell'aria; una giornata tiepida in pieno autunno...
e le cose girano meno peggio.

Càpita.




Càpita che ti ritrovi in viaggio o solo in movimento per raggiungere il posto di lavoro - che a volte di strada ne devi fare per arrivarci e non è una metafora - e hai così tanto tempo a disposizione che non sai che fare. E càpita che, per fortuna, hai la connessione - rigorosamente WiFi pubblico dall'ipod, perchè lo smartphone è la morte - cominci così a ruzzolare nel web, tra mail, giochi on line e compagnia bella, ma, non essendo una fan di FB., si esauriscono presto le cose da fare finchè non ci pensi... E così càpita che ti ritrovi di nuovo su quelle pagine e lui è lì, che ha rubato il tuo ultimo pensiero, che ha "provato" le tue stesse sensazioni e, ancora una volta, ti perdi come la prima volta, come sempre, e il mondo si aliena e finisce tra i preferiti anche lì.

Internet...



... e più precisamente i social, hanno cambiato tutto. 
Ora le idee e le parole sono libere di scorrere, di esser espresse, anche senza filtri - chè, diciamocelo, non sempre è un bene, soprattutto quando, la totale assenza di nozioni d'italiano la fa da padrona o quando, il concetto espresso è di una tale piattezza o ovvietà da farti cadere le braccia - e fiumi di concetti e pensieri si diffondono nell' etere e si mischiano, cozzano gli uni contro gli altri, s'inseguono, si accavallano e si consacrano alla corte del nulla... Ma il punto è - perchè un punto c'è, fidatevi - che questi infiniti canali, facilmente percorribili e terribilmente affollati, permettono a persone che non si sentono mai e che si vedono anche meno, di contattarsi, dopo mesi di silenzio reciproco e cordiale ignorarsi, per confrontarsi animatamente sul colore della maglietta di Cattelan a Xfactor!(Se vi state chiedendo chi sia... è normale!)
Che figata il progresso!

giovedì 3 ottobre 2013

Bozze




Si, decisamente! Ci sono troppe bozze, troppe cose incomplete tra le mie... cose!
Disegni, storie, post, persone, rapporti, viaggi... tante, troppe vie da percorrere o progetti da finire e tutti fermi lì, in attesa di tempo, di voglia o solo di quella scintilla che ti spinge a ricominciare.
Spulciando tra la mia vita, ci sono troppe cose ferme a metà e mi nascondo ancora dietro il pretesto di non aver mai abbastanza tempo... e al diavolo il tempo! Voglio riuscire a portare a termine qualcosa! 
Sono ufficialmente stanca di lasciare che sia la corrente a trascinarmi.



Knock


Bussai forte, non che volessi entrare, ma volevo avere la certezza di non esser giunta fin lì inutilmente.
Silenzio. Il silenzio di attesa prima che qualcuno risponda, sull'uscio come al telefono, è sempre carico di aspettative; ma no, stavolta no.
Non ero lì per vedere qualcuno, non ero lì per entrare, non ero lì per iniziare o finire qualcosa, ero lì perchè era giusto che mi trovassi davanti a quella porta, a bussare e a pagare le conseguenze dell'esser lì.
La strada percorsa fino a quel momento, beh, non è che possa dire fosse stata liscia e senza ostacoli: lotte, rancori, cadute, ma anche sprazzi di sole e vento caldo, ad accarezzare i capelli. E poi chilometri; asfalto e terra, prati e boscaglia, strada e ancora strada da percorrere, di corsa, lentamente, annaspando, persino carponi per giungere qui.
Dall'interno della stanza non arrivava nessun rumore, se qualcuno era dietro la porta a guardare dallo spioncino era stato davvero bravo ad arrivarci senza che ne percepissi i passi. Se c'era qualcuno ad attendere era deciso a non far nulla. Aspettavo lì, ma non succedeva niente.
Chissà cosa rimandava l'immagine distorta attraverso quella piccola apertura; sapeva già di me? Ero attesa? O semplicemente, vittima del sospetto tanto caro all'esser umano, non voleva rischiare!?
Tentai un ultima volta: TOC! - TOC! - TOC!
Tre colpi sordi, forti e netti, scivolarono da parete a parete nello stretto corridoio, come le ombre alla luce dei fari d un automobile.
Davvero non c'era nessuno?! Era stato inutile il mio percorso?!
D'un tratto sentii dei passi, dall'altro lato qualcuno si avvicinava alla porta con fare lento ma deciso.
Deve avere il sonno pesante per non avermi sentito bussare prima pensai. Smettila! mi rimproverai. Dovevo allontanare il sarcasmo e tutto quello che di me ritenevo negativo. 
Mi protesi in attesa, carica di aspettative, con il mio bagaglio pronto ad esser depositato, quando i passi si fermarono.
Chiunque fosse dall'altra parte era proprio davanti a me, attraverso il legno della porta potevo quasi percepirlo, poi il dentro divenne fuori e tutto cambiò.
C'era solo quell'uscio, ancora angosciantemente chiuso, ero pronta e l'attesa non mi sembrò più la parte più semplice del viaggio.
Nel silenzio, solo i contorni di quella porta e il respiro dell'altro che si confondeva con il mio erano reali, percettibili e, alla fine: 
TOC! - TOC! - TOC! 
Tre colpi sordi, forti e netti, dall'altra parte della porta, qualcuno stava bussando!

"Chi" è il problema?



Per essere una che tende allo psicolabile faccio molta autoanalisi - chè se ti capitano sempre le stesse cose con persone diverse, qualche pensiero lo fai sul fatto che il problema sei tu - e ci provo a migliorare ma mi sono stancata!
Non sono io il problema! Non ne posso più di sentirmi in difetto, per sensazioni che provo o situazioni che vivo, con persone che non se ne fregano nemmeno alla lontana.
Se non va come dovrebbe, non deve necessariamente esser a causa mia. Di persone, al mondo, ce ne sono tante e io sono stanca di sprecare tempo a cercar di far funzionare qualcosa con persone che non sono sulla mia stessa linea d'onda.
Non ne posso più di impegnarmi a capire, smussare gli angoli, farmi andar bene: E porca! Sono gli altri che devono adattarsi a me non viceversa e se non gli sta bene... quella è la porta!