sabato 2 febbraio 2013

Pillole




- Se ti dico "Stanza dei bottoni", a cosa pensi? -
- Ad una stanza piena di bottoni... cuciti sulle pareti -

venerdì 25 gennaio 2013

Supernatural


Perchè mi piace questo telefilm?! Oltre l'evidenza? ;P
Ok, non è sicuramente uno dei telefilm più avvincenti o con la trama migliore tra quelli che seguo ultimamente, o che provo a seguire se proprio vogliamo esser sinceri, ma di certo è quello che si prende meno sul serio e sarà per questo che lo adoro!?
No! La verità è che oltre ad essere un gran bel pezzo di toso, il personaggio di Dean è un nerd da paura e su ogni cosa!!! Non c'è episodio in cui manchi una citazione di qualche film, telefilm o simila, in certi anche più di una, e spaziamo dal fantasy alla fantascienza passando per gli anime e i western più attempati.
Qualche battuta è fin troppo scontata ma alcune sono sottili persino per me.
Tutte azzeccatissime e tutte che suscitano un alzata di sopracciglia dall'inconsapevole di turno che si becca un "Ma andiamo!" come se fosse la cosa più scontata del mondo... Adorabile...
Un assaggio giusto per: Eye The Tiger
Poi è splatter fino all'inverosimile, come inverosimili sono i mostri di turno, eppure le storie sono sempre così... concrete (più o meno) che alla fine ti prendono!
Poi oh, ognuno ha le sue pecche e c'è di peggio in giro ... 
È un po' come quei film di serie B degli anni 90 che più Tash non si potevano però ogni volta che passavano in TV restavi lì incollato a guardarli... ehhh non ne fanno più di porcheri... ehm perle come quelle :P
Ovviamente il mio preferito in assoluto è Castiel e ho detto tutto lol (questa la capisce solo chi segue la serie)
E basta così, vado a guardarmi un'altra puntata :P
Miaooo

mercoledì 23 gennaio 2013

Ti seguo ogni notte!


Qualche tempo fa... oddio ormai eoni fa, ho comprato un libro con questo titolo, affascinata dal titolo e, lo confesso, dalla copertina... Proprio io che non giudico mai un libro da una copertina :P
Il protagonista è uno che lavora per un programma televisivo mi sembra, che va in onda appunto di notte e il titolo gioca proprio su questo... anche se ad un certo punto rasenta lo stalker... È stata una piacevole lettura e una delle poche volte che un autore italiano merita, ma non è per parlare del libro che scrivo. Il titolo mi è tornato in mente così, all'improvviso e l'ho trovato adatto a una cosa che mi sta capitando di recente...
Per vie che nemmeno son sicura di riuscire a spiegarmi son finita sul blog di una persona, che conosco poco... no, la verità è che non la conosco affatto e, forse per riempire le lacune o scoraggiare un vacuo interesse nascente, che ho iniziato a leggere cosa scrive...
Chi ha avuto a che fare con entrambi pensa che un "contatto" tra noi potrebbe avvicinarsi allo scontro tra due buchi neri. Universi nell'universo che contengono l'infinito, che attraggono distruggendo ogni cosa orbiti troppo vicino o che potrebbero alimentarsi a vicenda in eterno, che spettacolo affascinante e devastante potrebbe essere... Forse sono troppo epica, in realtà hanno solo un tantino storto il naso xD
Però ho iniziato a seguirlo, e lo faccio di notte, nei momenti in cui tutto intorno è calmo, quando la pioggia fitta e gelata di questi giorni ti entra nelle ossa e non c'è riscaldamento che tenga, quando gli unici rumori sono i respiri regolari di chi dorme già beato. Di notte, quando tutto assume contorni sfocati ma in cui tutto non può esser più limpido di così.
Il primo impatto è stato devastante! Ho macinato lettere e parole fino a tardi, seguendo ogni riga e sgranando gli occhi non solo per lo stile ma per la capacità di dare voce a pensieri miei per i quali io avrei "sprecato" infinite parole... e l'ho odiato!  
Mi son sentita defraudata di pensieri ed emozioni: "Perchè lui è riuscito a scriverle?!" "Perchè è così dannatamente bravo a mettere a nudo se e di rimando me stessa!?" "Chi diavolo sei?!!!" È un po' come un pittore che intinge il pennello nella tua anima per dipingere un suo quadro. 
E mi piaceva sentirmi unica nel mio sfigato mondo di complessi e menate mentali, adoravo crogiolarmici dentro e poi arriva lui con questo suo disarmante "Io sono così" e a me vien voglia di urlare "Ma sei come meeeee!!" e anzichè sentirmi sollevata da un senso di condivisione, sono delusa da questa "normalità".  
Che rabbia, che nervi, chi è questo sconosciuto che rende qualunque cosa io possa scrivere, ora e in futuro, "già letta", togliendomi la possibilità di perdermi in menate mentali a me così care.
E qualunque tentativo io potessi fare non sarei così brava... Io avrei usato mille parole e lui due... Mi sono arresa!
Più leggevo più non lo conoscevo, però sembrava che lui conoscesse me e mi son fusa con le sue emozioni senza raggiungere lo scopo da me prefissato. 
Ad un certo punto, in un certo momento, tra quella parola e la riga successiva, ho smesso di chiedermi chi fosse lui, ad un certo punto ho provato l'irrefrenabile desiderio di scappare a gambe levate. Quel buco nero mi stava attirando troppo verso le sue spire, ammirazione e invidia si son alternate in me...

Eppure continuo a seguirlo... Ogni notte arrivo al suo blog e ora centellino i post perchè non scrive con assiduità e quello che non ho voracemente divorato nei primi giorni ora deve durarmi fino al prossimo... E mi sento così bene a farlo:
"Ti seguo ogni notte" (almeno per ora :P)

Poi mi è tornata la voglia di scrivere, non per competere, mi è venuta voglia di condividere di nuovo i miei pensieri. Se leggere di lui come se parlasse di me mi ha suscitato sensazioni contrastanti ma talmente forti da farmi sentire di nuovo viva, allora quello che sono non è così male, forse non sono così strana e, forse, se anch'io riuscissi a passare a qualcun'altro le stesse emozioni, metà delle mie ambizioni potrebbero ritenersi soddisfatte.
Mi è tornato il desiderio di scrivere!
"Ti seguo ogni notte" e mi piace dannatamente farlo xD

martedì 25 dicembre 2012

Auguri!


Tanti auguri "miciosi" e pigri a tutti quelli a cui tengo!

Mari

lunedì 26 novembre 2012

Cena del ringraziamento



Questo sabato siamo stati invitati da Rabè e Eye per la cena del ringraziamento, in pieno stile Americano con tanto di Tacchino, salsine e patate in vari modi. Sui dettagli della cena posso dire poco, non c'ero! 
Arrivata dopo, ma nemmeno tanto, giusto in tempo per rubare una parte abbondante di pennuto(gnam) che ho divorato di gusto nonostante avessi più o meno cenato XD
Come ordinato dai padroni di casa, dai quali son giunte tutte le indicazioni del caso, il dress code era d'obbligo e allora vai di camicie a quadroni, cappelli da cowboy, un ascia (?), jeans e varie bandiere su gonne e top.
Immancabile la bottiglia di Jack Daniel's finita a canna (vero Shmi?)
E poi... Le pistole nerf per rompere i maroni divertirsi a centrare chi capita.
Momento clou della serata l'arrivo della torta dal nome che non ricordo ma che si avvicinava a qualcosa tipo ... devil etc etc
Tra una cosa e l'altra c'è stato anche il tempo per festeggiare il mio compleanno con tanto di regalo... o bigliettino del regalo che non è ancora arrivato (?) con una frase in giapponese che mi sono incaponita a tradurre...
Manco a dirlo si è tirato fino a tardi con la visione di un film di alto valore culturale "Hot shot" con un dubbio in mente( a cosa serve uno scaldavivande!? ) abbiamo lasciato la cena con un regalino d'eccezione, cookie e noccioline americane, alla fine era una cena del ringraziamento no? :P
E ora passo alle chicce a tavola, da brava reporter, come mio solito.
Per le foto incriminate vi rimando da Shmi!
(Mi scuso se la potestà di alcune frasi non è corretta, nel caso segnalatemelo pure)

Dopo il commento: "La mattina per vestirmi entro in armadio con il biadesivo e tiro su qualcosa"...
Riccardo: I vestiti me li prepara mia moglie.
Eye: E le mutande?
Ric: No quelle le cambio una volta al mese.
Shmi: Ma le cambi o le giri?
Ric: Le giro
Die: ma fronte retro o all'inverso?
Ric: Tutte e due.


Parlando della torta al cioccolato, farcita al cioccolato, guarnita con il cioccolato...
Miao: il nome italiano è "fianchi e cosce" i punti dove si piazzera! Ne mangio un sesto(della fetta non della torta) chi vuole il resto?
Ric: mi sacrifico io.
... 2 minuti dopo...

Miao: Ops mi son dimenticata di lasciare la torta... Scusa Riccardo.

In merito al colore e alla consistenza(della torta)...
Dama: puoi spalmarla nelle mutande
Ric: tanto non si nota.


Scatti da premio, Shmi che immortala Dama e le sue pose rettali...
Shmi: con questa foto vinco il premio culizer.


Mancanza di privacy(?)
Shmi: vado a cambiarmi l'assorbente in balcone.


Essendo arrivata dopo posso essermi persa varie chicche che invito i presenti ad aggiungere.
Ci sarebbero anche le perle del google translator mentre tentavo di tradurre la frase in giapponese sul mio biglietto di auguri, ma non le ricordo, per questo chiedo supporto a dama.
Sicuramente vi chiederete quanto ci ho messo a tradurre la frase e quale è ... ma questa è un'altra storia... Vi basti sapere che ci ho messo... troppo è_é 

e non ho capito qual è il regalo.
Miaoo

giovedì 8 novembre 2012

"Osaka Romanesque"

 

Il live può piacere o no, il genere può piacere o no, il testo è un po' smielato e un tantino scontato, però questa canzone mi riporta alla memoria il viaggio in Giappone e i posti che abbiamo visitato con Dama, oltre a quelle particolarità del sud che un po' avvicinano Osaka a Napoli :P.
Vi posto il testo affinchè capiate.
P.S.: Damina puoi anche solo sentirla senza guardarla XD

KANJANI8 - "Osaka romanesque"

Titolo: Osaka romanesque
Testo: Souda Takashi
Musica: Tanimoto Shin
Album: "F.T.O."

Anche oggi qualcuno si incontrerà per caso
in una lontana, lontana città dell'ovest1
L'amore inizia da Midousuji2
una storia elegante

Noi due quel giorno eravamo dubbiosi
Siamo stati ostinati e ci siamo feriti a vicenda
La tua schiena che fuggiva via spariva nella stazione di Umeda

Hai detto che il dialetto di questa città è rozzo
ma io non lo cambierò
e continuerò a dire "Suki ya"3

Ti cercherò e ti abbraccerò
Ti inseguirò subito
Le persone vanno a Shinsaibashi per trovare l'amore
E' una storia elegante

Ti era piaciuto il parco di Nanba
Credevo che quel giorno in cui, felici sulla ruota panoramica,
vedevamo il panorama fino a Koube4, sarebbe continuato ancora

Il mio cuore desidera dei ricordi
so che ciò non va bene
ma sono ancora innamorato di te

Dove arriverò inseguendoti?
A Kita, a Minami, a Ebisubashi?
Voglio iniziare un nuovo amore da Midousuji
E' una storia elegante

Mi sono girato a un incrocio
e mi stavi guardando
Non riesco a dimenticare la tua dolce voce
Il tempo si sta fermando

Anche oggi qualcuno si incontrerà per caso
in una lontana, lontana città dell'ovest1
L'amore inizia da Midousuji2
una storia elegante

Ti cercherò e ti abbraccerò
Ti inseguirò subito
Le persone vanno a Shinsaibashi per trovare l'amore
E' una storia elegante

---romaji---

Kyou mo dareka ga meguriau
haruka haruka nishi no machi
Koi wo suru nara Midousuji kara hajimaru no sa
miyabi naru sutoorii

Ano hi no bokura wa mayotte ita
Iji to ka hatte sa kizu tsukeatte
Kakedashita kimi no senaka ga kieta Umeda eki

Kono machi no kotoba ranbou to itta ne
Demo boku wa kaenai yo
"Suki ya" to iu kara

Kimi wo sagashite dakishimeyou
Hayaku hayaku oikakete
Koi wo suru tame Shinsaibashi ni wa hito ga kuru
Miyabi naru sutoorii

Nanba no teien suki datta ne
futari de hashaida kanransha kara
Koube made mieta ano hi ga tsuzuku to shinjiteta

Boku no kono mune wa omokage wo motome
dame na no ka omou kedo
"Yappari suki ya nen"

Kimi wo oikake doko e yukou
Kita e Minami Ebisubashi
Koi wo mou ichido Midousuji kara hajimetai yo
Miyabi naru sutoorii

Furimuita kousaten
boku wo mitsumete iru
Wasurerarenai kimi no yasashii koe
Jikan ga tomatte iku

Kyou mo dareka ga meguriau
haruka haruka nishi no machi
Koi wo suru nara Midousuji kara hajimaru no sa
miyabi naru sutoorii

Kimi wo sagashite dakishimeyou
Hayaku hayaku oikakete
Koi wo suru tame Shinsaibashi ni wa hito ga kuru
Miyabi naru sutoorii

--note--
1 La "città dell'ovest" è Osaka.
2 Midousuji, così come gli altri nomi propri citati in seguito, sono quartieri della città di Osaka.
3 Il modo usato ad Osaka per dire "mi piaci". Nel giapponese standard si direbbe "Suki da".
4 Koube è un'altra grande città della regione di Osaka.

sabato 13 ottobre 2012

Il sasso adagiato sul fondo del lago.

Si potrebbe definirmi un classico caso da psicoanalisi. Cresciuta con il desiderio di piacere e farmi accettare: da un padre che mi ha abbandonata per un'altra donna, da una madre costretta a ricoprire "due ruoli", da compagni di classe che guardavano solo l'aspetto esteriore, da amici che mi consideravano "quella simpatica", da una società in cui l'esser figlia di divorziati era sinonimo di diventare una sbandata, continuamente, costantemente con il terrore di non esser accettata.
Ho così maturato un io camaleontico, capace, all'occorrenza, di trasformarmi in tutto ciò che servisse.
L'amica che ascolta sulla cui spalla piangere, la compagna a cui chiedere aiuto per i compiti, la figlia a volte ribelle a volte accondiscendente ma studiosa e della quale vantarsi agli incontri con i professori, perchè nessuno osasse dire che mia madre da sola non facesse un buon lavoro nell'educarmi. La sorella maggiore, punto di riferimento ma anche complice di malefatte, "l'amica di" che ti fa anche da ruffiana, l'appassionata di calcio, musica, scacchi, elettronica, arte e ogni qualsiasi argomento servisse all'occorrenza. 
Un caleidoscopio di volti e passioni, tutte utili certo ad accrescere la cultura personale, ma tutti contemporaneamente talmente diversi da tesser fila sempre più fitte, difficili da districare, tanto da sentirsi persi al loro interno. E di fondo, l'ansia, come una melodia, a tenere sempre in tensione questi altri me.
Non fingere di essere, badate bene, ma essere ognuno di questi "personaggi", perchè in ognuno di questi me c'ero io. Nessuno di loro aveva meno entusiasmo o passione nel fare quello che facevano gli altri realmente interessati all'argomento, non era poi nemmeno così faticoso per me.
Talmente radicato nel mio essere che mutare aspetto o anche solo adattarmi alla situazione mi riusciva così... naturale!
E poi, nel sottobosco, c'era l'altra me, quella dell'inconscio se vogliamo chiamarla così. La persona che sarei stata o che sarei se avessi lasciato la mia natura andare tranquilla senza preoccuparmi del "approvazione degli altri". 
La bambina che non ha mai avuto l'occasione di essere una bambina, di fare la principessa e di sbattere i piedi per capriccio fino a veder esaudito ogni suo desiderio. La bambina che non poteva chiedere la luna senza preoccuparsi di quanto costasse, l'adolescente che non ha fatto la civetta o si è comprata le scarpe alla moda. La figlia che si concedeva il lusso di essere capricciosa.
Una me egoista, calcolatrice, che con il tempo è diventata talmente astuta da prevedere le azioni "del nemico con due o tre mosse di anticipo", insicura, sospettosa, sola.

Non so quando le due cose sono diventate una, questi due mondi sono cresciuti assieme e si sono fusi in modo così radicato tra loro che ormai non è più possibile capire, nemmeno per me, dove finisce l'uno e comincia l'altro. Entrambi guidano i miei passi come quelli di una marionetta, a volte mi sembra di poter osservare la mia vita solo come spettatore mentre "quello che sono" prende il sopravvento. Da qui nasce questa mia instancabile fiducia negli altri che si contrappone al pretendere da essi più di quanto possano o vogliano darmi, da qui nasce il profondo sospetto quando un solo, insignificante gesto, mina questa fiducia. Da qui nasce la facilità di aver a che fare con la gente e contemporaneamente non sentirsi realmente partecipi delle loro vicende. Da qui nasce questa maledetta sensazione di inadeguatezza verso tutto ciò che mi circonda. Questo sentirsi continuamente fuori contesto, continuamente senza un reale interesse. Da qui deriva, probabilmente, la volubilità delle mie "passioni". Quegli hobby ai quali riesco a dedicare non più di qualche anno e che poi svaniscono nelle nebbie del tempo come vacui ricordi.
È causa di questo mio ambiguo essere che un costante malessere accompagna i miei giorni?! 
Non riuscire a godere pienamente di qualcosa temendo che sia il riflesso della passione di qualcun altro. Non riuscire ad aprirsi veramente a qualcuno temendo che sbirciare su questo me così complesso e oscuro possa fare il vuoto intorno più di quanto, da sola, non faccia come meccanismo di difesa?!
È faticoso quando a una parte di te non frega nulla del mondo e che andassero tutti a fanculo, mentre l'altra parte anela ai consensi degli altri, al "brava" davanti a qualcosa di realizzato da te...
È dura quando non sapere quello che si vuole non riguarda il "cosa vuoi fare da grande" ma il "cosa sei realmente".

E poi le parole: "Sei una persona buona." "Sei una cara amica." "Sei una persona speciale." "Puoi farcela, puoi riuscire, io credo in te."
Perchè tutte queste persone credono in me più di quanto io stessa ci creda. Escludendo una buona parte di quelle che lo dicono per convenzione sociale, ce n'è una, seppur minuscola rappresentanza, che ci crede davvero, ma perchè!? Cos'è che vedono in me che io non vedo? Forse sono anche loro ingannati da quell'immagine che ho imparato così bene a creare da non rendermi conto nemmeno di quando la indosso?
C'è qualcuno che mi conosce davvero... no, la domanda coretta è: Ho mai concesso a qualcuno di conoscermi davvero?!

Con questo delirante monologo credo di averle detto di me più di quanto in tutta la mia vita abbia mai detto persino a me stessa, spero che questo la convinca di quanto il mio essere sia adatto ad intrecciarsi con le spire della Tribù. Confido nel suo supporto maestro Kikuta. Con ossequiosa referenza, suo servo!