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lunedì 17 marzo 2014

Scusi vuol lavorare per me? Grazie, preferisco di no!

 

E che qualcuno venga a dirmi che non sono un tipo che s'impegna per lavoro.
Domenica sera - e già qui confesso che avrei potuto sospettare qualcosa - mi chiama sto tizio in risposta alla mia candidatura per il ruolo di web designer presso la loro azienda e mi propone un colloquio per il giorno dopo a Bologna."Dopo pranzo" mi dice.
Ero al cartoomix e capirete che non è così facile gestire una telefonata di questo genere in quel contesto...
Beh... gli chiedo del tempo per organizzarmi con i treni e poi gli scrivo, badate bene, ho detto scrivo: nessuna conversazione fraintesa, nessuna parola incompresa, scritto nero su bianco!
"Ho guardato i treni - sì, hai presente?! quella cosa che viaggia su rotaia?!? - arrivo per le 14:00."
E mi ha pure risposto fissando l'appuntamento per le 15:00.
Di buona lena mi sveglio, mi preparo e parto!
Alle 13:20 ca. arriva una telefonata.
- Ahem, mi scusi, sono il programmatore dell'azienda, abbiamo appuntamento ma ci siamo accorti ora che lei è a Milano e volevamo disdire il colloquio perché cerchiamo per la sede fuori da Bologna e non è comodo. -
- Scusi ma sono a Reggio Emilia, sarebbe stato il caso di avvisarmi prima. - e di accorgervene prima...
- E non lo so, ma tanto è in macchina no?!-
- No! Come ho scritto ieri sono in TRENO -
- Beh non so, è che lei è a Milano, dovrebbe considerare il trasferimento... -
A sto punto stavo perdendo le staffe, volevo vedere proprio dove andava a parare:
- Beh, sa, dipende! Dal contratto che volevate offrirmi, inteso come durata e compenso, potrei esser disposta a... -
A questa mia risposta è seguito il silenzio.
- E quindi? -
Ho incalzato temendo fosse caduta la linea.
- No, beh, per noi siamo apposto così. -
Ma così come idiota???
- Annulliamo l'appuntamento -
Quando gli ho fatto notare che ho speso soldi e tempo per andare a Bologna ha solo ribadito che gli spiaceva ma era stato un equivoco...
Ma vaffa...
Conclusione: son scesa dal treno a Modena e ripartita mezz'ora dopo per Milano...
In definitiva: le aziende NON leggono i CV o hanno dei dipendenti che NON sanno fare il loro mestiere, in entrambi i casi mi sono rotta!
Nel caso specifico, avrei potuto mangiare la foglia quando la tel per il colloquio è arrivata... 
Demoralizzata, delusa, incazzata e con i soldi dei biglietti in meno.

sabato 1 febbraio 2014

Poste-italiane

Eh 'mbè!


Chi ha la malaugurata sfortuna di avere un conto Bancoposta, come me, sa che, se esiste un posto in cui la burocrazia italiana applicata all'incompetenza raggiunge il suo apice, è questo.
Vi narro la mia storia:
A dicembre la mia carta è scaduta... Ok, IO non me ne sono accorta ma LORO non mi hanno mai mandato il PIN e l'avviso che la nuova era arrivata giorno 11.12.13 O_O
Ho scoperto di non poter usare la mia carta e prelevare dal mio conto giorno 8.01.14 quando il bonifico dell'affitto non è andato a buon fine.
Immediatamente mi sono recata all'ufficio postale presso il quale, in previsione di una simile situazione, avevo spostato il mio conto da Napoli. 
Mi hanno detto che la carta c'era ma che dovevo avere il PIN per sbloccarla.
Ora, una persona sana di mente penserebbe: "Beh! Annulliamo il PIN mai recapitato e generiamone un altro!" 
Facile! Certo! Peccato che l'iter delle poste Italiane NON lo preveda. Per un nuovo PIN ci vuole una nuova card e 20 gg di attesa... ANCORA!
All'ufficio postale mi hanno consigliato di aspettare qualche giorno per vedere se il PIN arrivava.
Affinchè comprendiate la mia esasperazione devo fornirvi qualche info aggiuntiva:
1. La nuova carta arriva all'ufficio postale di competenza, il PIN all'indirizzo di posta dell'intestatario, come una lettera qualunque, senza richiedere la firma di ricezione e senza tornare indietro se non è consegnata. 
2. Ho la residenza a Napoli dove i miei vivono ancora e il domicilio a Milano, per le poste italiane, nonostante il conto sia a Milano, ha senso mandare ancora la posta alla residenza. A prescindere da questo, il famigerato PIN non è arrivatò nè alla residenza nè al domicilio.
3. Quando ho spostato il conto a Milano, ho chiesto mi venisse recapitato tutto lì e, invece, i geni che mi han fatto la richiesta han lasciato il vecchio indirizzo.

Una volta giunta all'ufficio postale di competenza, la prima domanda che mi è stata fatta, dalla stessa persona che mi ha spostato il conto a Milano, è stata: "Ma perchè non ha chiesto anche la domiciliazione delle comunicazioni?!" - Tenetemi! - 
Dopo essermi accertata che questo fantomatico PIN non era mai stato consegnato, e che la posta del mio paese non ne sapeva nulla, ho chiesto come poter accedere ai MIEI soldi, visto che non giro con tanto contante in tasca da viverci un mese!? e la risposta è stata:
"Richieda un libretto degli assegni!" Costo 3€
Dopo aver fatto avanti e indietro dalla posta, per tutta la settimana, ho pensato di seguire il primo consiglio di attendere l'eventuale consegna del PIN ritardatario ancora qualche giorno, perchè, quando ho prelevato, la saccente commessa - chè a chiamarla impiegata mi si accapona la pelle - mi ha gentilmente informata che: "Con le feste di mezzo ci son stati dei ritardi, è normale." 
Al 10 di gennaio NON È NORMALE!!!
Respiro, conto fino a 10 e vado via...
La settimana dopo ho deciso di aver aspettato troppo e, dopo aver preso appuntamento con una seccata consulente che, "perchè chiama me per un'operazione che può fare allo sportello" capisce l'urgenza, sono andata in posta e, un'ora dopo quella fissata per l'appuntamento, mi ha ricevuto. Abbiamo fatto il cambio di domicilio e l'annullamento della "nuova" carta - almeno così pensavo - per una ancora più "nuova" affichè arrivasse anche un nuovo PIN...
Ho arrangiato con i soldi contati prelevati con l'assegno - ché chi ha voglia di farsi 2/3 ore di fila, di media, in posta solo per prelevare - dando fondo a tutta la mia pazienza, finchè ieri pomeriggio, è arrivata la busta con il PIN, l'ho aperta e letto le istruzioni "Con questo codice può sbloccare la sua nuova carta, si rechi il prima possibile nell'ufficio di riferimento per attivarla."
Questa mattina, il giorno dopo, 01 febbraio 2014, armata di santa pazienza sono tornata in posta, augurandomi che fosse la fine del calvario. 
DUE ore dopo, sì DUE ore, avete letto bene, finalmente hanno chiamato il mio numero allo sportello, mi sono avvicinata e ho chiesto avere la mia carta.
Il commesso, con aria sufficiente, - ché poi che c'hanno da sentirsi superiori che digitano ancora sui tasti del PC con un solo dito e sono ottusi come dei muli?! - mi ha chiesto da quanto tempo mi è arrivato il PIN.
"Ieri" ho risposto e lui "Eh, è troppo presto, deve aspettare un poco." Come se fosse un'informazione a portata di tutti, e come fai a non saperlo! Tzk!
Respira. Respira. Respira:
"Cortesemente, potrebbe controllare comunque se è arrivata?"
Si è alzato, seccato, è andato dietro ed è tornato con una busta chiusa, l'ho riconosciuta appena me l'ha porta, c'era scritto sopra "11/12" a penna e ho capito, prima ancora di aprirla, che era quella sbagliata.
L'ho aperta, controllato e avevo, OVVIAMENTE, ragione. L'ho riconsegnata all'insulso ometto dicendogli che era sbagliata.
Lui mi ha guardata perplesso e io ho sospettato che avrei dato in escandescenze.
Con una tranquillità che rasenta lo zen, gli ho spiegato la situazione, gli ho detto che quella carta - in teoria - sarebbe dovuta esser stata annullata e che avrebbe dovuto essercene una nuova.
Lui ha guardato il monitor e ha annunciato "Infatti non trovo nemmeno quella vecchia da annullare!"
"OK. Potrebbe controllare se c'è un'altra busta?!" un sopracciglio cominciava a muoversi nervoso e sentivo che un tic iniziava ad incresparmi il labbro...
Il tipo deve essersi sentito minacciato dal sorriso che sembrava un ringhio perchè è andato a controllare, comunque.
Al ritorno ha scosso la testa e con troppo autocompiacimento ha annunciato che aveva ragione, che era troppo presto perchè loro avessero la card...
Cosa?! COSA?! Ma stiamo scherzando?!?
Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il modulo da compilare per annullare la carta che era rimasta lì, per la quale il PIN non è mai arrivato.
"Credevo di averlo già fatto!" Ho sbuffato seccata. Quando il commesso ha osato replicare che non potevo prendermela con lui, io, in termini educati, ma con la voce che oramai andava su di un bel po' di toni, gli ho fatto presente che ormai era un mese che aspettavo, che sul foglietto del PIN era specificato di recarsi il prima possibile in posta e che avevo appena buttato due ore della mia vita. 
Quando gli ho chiesto come fare per chiudere il conto mi ha risposto di fissare un appuntamento con il consulente; quando gli ho chiesto entro quanto prevedevano di avere la carta a disposizione mi ha risposto: "Non so, di solito 7/8 giorni." 
"Di solito?! Cioè non sa dirmi nemmeno di preciso quando devo tornare?!" 
"Se vuole reclamare scriva o parli con il direttore!" 
"Guardi faccio prima a chiudere il conto!"
Fuori dalla grazia del signore ho ringraziato e me ne sono andata sbraitando "Incompetenti!" ... Beh! Forse, con l'uscita ho vanificato i miei sforzi di restare civile in quel posto, ma porca... già la burocrazia rasenta l'assurdo, se poi ci si mette anche l'incompetenza umana e l'aria da "so tutto io" di queste persone - per lo più inadeguate a fare il lavoro che fanno - uno davvero gli viene da smadonnare!
A conclusione di questo, non breve, sfogo sono ancora nella stessa situazione di prima: non ho la carta, non ho idea di quando posso andare a ritirarla, perchè, in tutto questo, non arriva un avviso a casa, e posso disporre di liquidi limitati... 
A differenza di prima, ora sono anche INCAZZATA!

EDIT: Ad oggi 09/02/14 la card non è ancora arrivata... Non ho parole!

giovedì 23 gennaio 2014

Stupida!


Per la prima volta mi son trovata davanti alla verità. Alla mia incompetenza, alla mia inadeguatezza, alla mia ingenuità.
Possibile che ci credessi davvero al fatto di esser capace, di avere i mezzi, di avere più di una chance.
Illusa! Sono stata solo un illusa a buttarmi in questa realtà con un bagaglio di nulla! Non sono nessuno, non sono capace, sono stata solo un ingenua a crederci... A pensare anche solo alla lontana di avere le capacità per riuscire.
Inconsapevolmente qualcuno mi ha messa difronte alle mie mancanze e ora lo so...
Sono stata una stupida! Tutto questo finirà con la coda tra le gambe.
Che stupida che sono stata!

lunedì 13 gennaio 2014

Cose lasciate a metà...


La mia vita!

giovedì 19 dicembre 2013

[...] Questa pace è solo acqua sporca e brace!



 
Va così, oggi il tempo riflette il mio umore!
Non capita anche a voi?! Ci sono giorni in cui vorreste protendervi verso il mondo in cerca di qualcosa, senza sapere che cosa e, contemporaneamente, ritrarsi da tutto il mondo perchè, boh forse paura, forse mancanza di coraggio, forse il terrore di non trovare nulla per voi dall'altro lato.
E sentirsi frustrati e stupidi, solo per quel bisogno, solo per averci pensato, solo per aver voluto crederci e non aver avuto il coraggio di tentare.