giovedì 3 ottobre 2013

Bozze




Si, decisamente! Ci sono troppe bozze, troppe cose incomplete tra le mie... cose!
Disegni, storie, post, persone, rapporti, viaggi... tante, troppe vie da percorrere o progetti da finire e tutti fermi lì, in attesa di tempo, di voglia o solo di quella scintilla che ti spinge a ricominciare.
Spulciando tra la mia vita, ci sono troppe cose ferme a metà e mi nascondo ancora dietro il pretesto di non aver mai abbastanza tempo... e al diavolo il tempo! Voglio riuscire a portare a termine qualcosa! 
Sono ufficialmente stanca di lasciare che sia la corrente a trascinarmi.



Knock


Bussai forte, non che volessi entrare, ma volevo avere la certezza di non esser giunta fin lì inutilmente.
Silenzio. Il silenzio di attesa prima che qualcuno risponda, sull'uscio come al telefono, è sempre carico di aspettative; ma no, stavolta no.
Non ero lì per vedere qualcuno, non ero lì per entrare, non ero lì per iniziare o finire qualcosa, ero lì perchè era giusto che mi trovassi davanti a quella porta, a bussare e a pagare le conseguenze dell'esser lì.
La strada percorsa fino a quel momento, beh, non è che possa dire fosse stata liscia e senza ostacoli: lotte, rancori, cadute, ma anche sprazzi di sole e vento caldo, ad accarezzare i capelli. E poi chilometri; asfalto e terra, prati e boscaglia, strada e ancora strada da percorrere, di corsa, lentamente, annaspando, persino carponi per giungere qui.
Dall'interno della stanza non arrivava nessun rumore, se qualcuno era dietro la porta a guardare dallo spioncino era stato davvero bravo ad arrivarci senza che ne percepissi i passi. Se c'era qualcuno ad attendere era deciso a non far nulla. Aspettavo lì, ma non succedeva niente.
Chissà cosa rimandava l'immagine distorta attraverso quella piccola apertura; sapeva già di me? Ero attesa? O semplicemente, vittima del sospetto tanto caro all'esser umano, non voleva rischiare!?
Tentai un ultima volta: TOC! - TOC! - TOC!
Tre colpi sordi, forti e netti, scivolarono da parete a parete nello stretto corridoio, come le ombre alla luce dei fari d un automobile.
Davvero non c'era nessuno?! Era stato inutile il mio percorso?!
D'un tratto sentii dei passi, dall'altro lato qualcuno si avvicinava alla porta con fare lento ma deciso.
Deve avere il sonno pesante per non avermi sentito bussare prima pensai. Smettila! mi rimproverai. Dovevo allontanare il sarcasmo e tutto quello che di me ritenevo negativo. 
Mi protesi in attesa, carica di aspettative, con il mio bagaglio pronto ad esser depositato, quando i passi si fermarono.
Chiunque fosse dall'altra parte era proprio davanti a me, attraverso il legno della porta potevo quasi percepirlo, poi il dentro divenne fuori e tutto cambiò.
C'era solo quell'uscio, ancora angosciantemente chiuso, ero pronta e l'attesa non mi sembrò più la parte più semplice del viaggio.
Nel silenzio, solo i contorni di quella porta e il respiro dell'altro che si confondeva con il mio erano reali, percettibili e, alla fine: 
TOC! - TOC! - TOC! 
Tre colpi sordi, forti e netti, dall'altra parte della porta, qualcuno stava bussando!

"Chi" è il problema?



Per essere una che tende allo psicolabile faccio molta autoanalisi - chè se ti capitano sempre le stesse cose con persone diverse, qualche pensiero lo fai sul fatto che il problema sei tu - e ci provo a migliorare ma mi sono stancata!
Non sono io il problema! Non ne posso più di sentirmi in difetto, per sensazioni che provo o situazioni che vivo, con persone che non se ne fregano nemmeno alla lontana.
Se non va come dovrebbe, non deve necessariamente esser a causa mia. Di persone, al mondo, ce ne sono tante e io sono stanca di sprecare tempo a cercar di far funzionare qualcosa con persone che non sono sulla mia stessa linea d'onda.
Non ne posso più di impegnarmi a capire, smussare gli angoli, farmi andar bene: E porca! Sono gli altri che devono adattarsi a me non viceversa e se non gli sta bene... quella è la porta!

mercoledì 25 settembre 2013

Things I like #2:

... Cucinare! 

Partiamo dall'ultimo esperimento: Panino Napoletano :P
Work in progress: sembravano venir bene...
Prima che li bruciassi un tantino xD
Risultato finale!


Ecco alcune cosette in cui mi sono cimentata nelle settimane scorse. Avevo proprio voglia di prepararli, i biscotti, poi, era almeno un anno che mi aspettavano all'angolo... 










I simile "panino napoletano", invece, è una novità di sti giorni. Mamma mi aveva detto di averli fatti ed io ci ho voluto provare.
A detta di chi li ha mangiati, entrambi gli esperimenti son venuti bene, e si son leccati i baffi ma, ahimè, non riesco mai a far si che sembrino anche buoni :(
Non so dove ho letto che, cucinare è un modo come un altro per esprimere se stessi: chissà con questo che cosa voglio esprimere.
Buon Appetito!

sabato 21 settembre 2013

Things I like:





... Rossini!

lunedì 16 settembre 2013

I want to...



... draw!

martedì 10 settembre 2013

Il mondo che scorre...



Son salita sul filobus e son rimasta sul gradino più prossimo alle porte trasparenti. È qualcosa che faccio talmente spesso, prendere i mezzi intendo, che ormai è parte dei gesti meccanici del corpo, quasi come camminare, poi questa linea è una delle "mie", di quelle che mi portano a lavoro, in centro e a casa, una routine che si perde nella memoria, e il paesaggio scorre veloce e familiare al di là dei vetri. Ma quando gli occhi si son abbassati sulla strada: cavolo! Da qui sembra che la strada corra via mentre tu resti fermo. 
Da qui pare quasi di esser sospesi a mezzo metro da terra e di muoversi con la forza del pensiero. 
Affascinante guardar andar così. Non è come dal parabrezza o dal finestrino laterale, qui non c'è un riquadro di vetro tra lamiera, solo il fuori fino quasi alla punta dei piedi e... si muove. 
Per breve che è il tragitto viaggio come sulla nuvola speedy, ed è interessante, come in quelle barche dove il fondo è trasparente, ma anzichè il mare qui c'è la città che fugge via.
Poi son scesa, e il profilo delle case ha ripreso a scorrere alla solita velocità.