lunedì 18 marzo 2013

I tre dell'apocalisse ovvero il Cartoomics 2013/3

Parte ultima: il ratto delle cretine.


Vedi anche: 
/1 I signori dei tornelli
/2 Verso l'infitino e oltre

Premessa: i giorni in fiera son stati 2 ma questo extra si riferisce all'evento di scemenza/nerdaggine di fine fiera che Dama tanto desidera racconti e che anche lei posterà sul suo blog a breve; in soldoni... vi tocca!

Uno degli eventi clou di questa fiera é stata la presentazione del terzo film di Iron man. Tutta la fiera era tappezzata di gigantografie dei poster del film, su supporti di silicone di c.a. 3metri d'altezza. 
Di fronte al nostro - posso dire nostro? - stand era allestito il palco per le proiezioni, interamente circondato da questi mega poster. 
Immaginatevi Robert Downey Jr., in versione stragnocca, tutto il dì davanti agli occhi, niente poteva suscitare di più, in noi,  gli istinti primordiali - no, non sto parlando di sesso, anche se... -
Time: fine fiera, poco dopo aver finito di smontare lo stand.
Protagonisti: Dama e Miao più aggiunte.
Location: il banchetto della Y4.
Dama fissa, attenta come un falco pronto alla picchiata, un punto preciso davanti a lei, Miao, notando il silenzio concentrato, segue lo sguardo da rapace fino alla preda. Uno dei mega poster si muove in 
modo anomalo e, un culo e poi un paio di persone, spuntano all'improvviso dai lati.
" Aspetta qui!" ha intimato Dama buttandosi in picchiata, a me non è rimasto altro da fare che seguire la scia verso la sua destinazione.
Dama parlotta con quei loschi figuri che solo molto dopo si è scoperto essere sue conoscenze - il mondo dei nerd predatori è piccolo sapete - poi fa cenno a Miao di avvicinarsi.
Già sapevo cosa avrebbe portato quella caccia.
" Mari portiamoci via questo cartellone."
" Ok!" sono un bravo braccio destro o vice se volete.
" Fra ma perchè non ne prendiamo più di uno?!" Dama ci pensa.
" Va bene!" - i dialoghi potrebbero differire in parte ma il succo è quello -
Inizia così un andirivieni di cartelloni e di nostre conoscenze con facce sospette.
Al cospetto di un Iron man in caduta libera nel cielo, piegato a metà, Miao si lascia andare ad un istinto egoista.
" Ne voglio uno per me!"
" Ok, scegli!" anche Dama è un braccio destro mirabile.
Miao si avvicina al prescelto e comincia a smontarlo.
" Intanto porto questo allo stand" comunica la socia di scorribande e a me prende il panico. Da sola, nel momento del furto - o quel che io credevo tale - ho smontato e portato via il cartellone dal luogo del misfatto in un nanosecondo.
Arrivate allo stand, con il terrore che qualcuno potesse prendersi il bottino, da buoni pirati, lo nascondono dietro il tavolo, quando si profila all'orizzonte il problema di portare 3 cartelloni, che piegati sono alti almeno un metro, alla dotcon - come io chiamo la fusion tra convention, yavincon e la sticcon e le altre .con, che si tiene a maggio - nell'auto di Die non entrano e l'umbrella va direttamente a Lucca.
Dilemma organizzativo: che fare?!
" Quelli dello Stic porteranno quelli che han preso alla dotcon, 
chiediamo a loro. "
È stato in questo istante che Miao ha scoperto che i loschi figuri altri non erano che Marina (black woman) e Federica dello Stic assieme ad Alberto che aveva autorizzato il furto e che lei si era preoccupata per nulla.

C'è ora un buio di eventi, dovuto all'impellenza del narratore di indossare abiti civili, durante il quale un individuo meglio identificato come Fulvio ha dovuto subire la triste sorte di non trovare più nemmeno uno degli ambiti cartelloni per se, ma torniamo ai "nostri."

Miao rientra dalla toilette e scopre che i tre cartelloni sono magicamente diventati... MILLE e che intorno al palco non c'è più nulla. Scopre poi che lo Stic aveva acconsentito al trasporto in cambio di un aiuto.
Miao e Dama si offrono volentieri ma - e non avrei mai immaginato di dirlo in vita mia - mai far fare ad una donna il lavoro di un uomo.
Caricato il bottino su un carrello da pacchi ecco il primo intoppo: l'auto è parcheggiata dal lato opposto della fiera, tre piani sotto.
Primo tentativo: Miao, Dama, Marina (black woman) e Federica prendono un ascensore lì vicino che però conduce solo al secondo piano e davanti a delle scale mobili in salita, per altro spente. 
Buco nell'acqua.
Secondo tentativo: Tornate al punto di partenza - dopo dieci minuti - sono ancora davanti all'ascensore.
 

 La prova del misfatto (da tener presente che qui son piegati in due)

È stato allora che un sorpreso Die le ha raggiunte ed ha semi preso in mano la situazione.
" Bisogna tornare alla reception e prender lì un ascensore" lo informano le nostre. 
Miao e Dama stoicamente tentano di condurre il "grosso" con il carrello mentre Federica porta a spalla alcuni cartelloni.
Un corridoio libero e immenso si profila davanti a loro ma il carrello si imbatte in una panchina.
" Con un mare di spazio avanti le vedevi andare a zig zag e poi sbattere contro la panchina" ha poi testimoniato Die che da quel momento ha preso definitivamente in mano le redini della situazione e il carrello. 
Essendo il peso eccessivo, Miao e Dama si uniscono a Federica per portare una parte del fardello a mano.
Giunti all'ascensore, un incomprensione d'intenti fa sì che Miao, Marina (black woman) e Federica finiscano al piano sbagliato. Un breve sali scendi insieme a Dama e Die, compressi come sardine nell'ascensore, e finalmente arrivano al piano dei tapis roulant.
Miao, sfiancata dai due giorni in fiera, decide che è tempo e si toglie le dannate scarpe. Scalza, con i calzari al braccio e i cartelloni alti sul capo, si avvia assieme alle compari sulla lunga, fredda e nevosa via verso il parcheggio, tra i sogghigni  delle altre e la curiosità degli ultimi avventori della fiera.
" Datene uno a noi" una richiesta che si è persa tra la neve.
Alle scale mobili la processione segue uno schema ben preciso: 
↓ Federica con cartelloni, Dama con cartelloni, Die con mega pacco di cartelloni, Miao con scarpe e cartelloni.
↑ Dama a mani vuote.
↓ Dama con carrello.
Altra empasse organizzativa poi Federica va a recuperare l'auto mentre Dama, Die e Miao portano il bottino al limitare della zona coperta. 
La méta si profila finalmente all'orizzonte. Neve a fiocchi e gelo accompagnano gli ultimi metri verso il parcheggio e al terrore che non ci stiano in macchina. Pochi secondi di panico - inclina - gira - prova così - e finalmente tutti i cartelloni entrano in auto con enorme soddisfazione dei presenti.
Durata complessiva dell'operazione: DUE ORE!
Considerazioni:
Die: se sto film fa cagare ve li rompo in testa uno ad uno i cartelloni.
Dama: *ride*
Miao: Ora capisco perchè ho più male alle braccia che alle gambe :P
Rabè: - a cui è stata raccontata in prime time la sera stessa - volevo 
esserci anch'io (ok questa me la sono immaginata io, by Miao)
End... Forse!


4 commenti:

Kitchan ha detto...

Ma avrei davvero voluto esserci anch'io!!!!!

Marymiao ha detto...

Ma avrei davvero voluto esserci anch'io!!!!!
Socia ti si leggeva in faccia mentre lo raccontavamo :P

Valeria Boffi ha detto...

Volevo esserci anche io. ^;^

E mi associo in parte al commento di Die...cioè non può deluderciiii! Robert vendo a prenderti sotto casa cacchiooo!

Dama Arwen ha detto...

Io ogni gg ci penso ancora… e RIDO!
Con Die che mi bestemmia dietro…